Cultura e comunicazione

Storia del femminismo

 

 

Il termine "femminismo" è entrato nell'uso e nel senso corrente grazie a Hubertine Auclair a partire dal 1882. Prima di allora designava una malattia maschile (tipo "femmineo", femminuccia).

Le prime femministe lottarono in Francia per il diritto al divorzio (1872-81): Dumas figlio le chiamerà "femministe", ma in senso dispregiativo. Il movimento femminista, con questo nome, è venuto alla ribalta internazionale negli anni '60, con l'intento di modificare radicalmente la divisione sessuale dei ruoli maschili e femminili e quindi di rimettere in discussione, in tutti gli aspetti del vivere associato, una gerarchizzazione umana che assegna un meno o un più ai diversi individui in base a meri rapporti di potere che trovano fondamento proprio nella sessualità maschile e nelle sue proiezioni sociali e politiche.

Un'antesignana del movimento, più emancipazionista che femminista dato anche il periodo storico, è stata Olympia de Gouges che con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina del 1792 pose i suoi contemporanei di fronte al ruolo negato nello spazio pubblico alle donne ma finì ghigliottinata.

Sempre nel 1792, in Inghilterra, Mary Wollstonecraft scrisse Vindication of the Rights of Woman con analogo contenuto.

Il femminismo divenne un movimento organizzato nel diciannovesimo secolo, come effetto di una più diffusa consapevolezza dell'ingiusto trattamento riservato alle donne e del diffondersi dei movimenti di riforma sociale. Il socialista utopista Charles Fourier coniò il termine féminisme nel 1837. Già nel 1808, egli aveva affermato che l'espansione dei diritti delle donne fosse il principio fondamentale di ogni progresso sociale. La nascita del movimento si fa risalire alla prima Women's Rights Convention a Seneca Falls, New York, nel 1848. Nel 1869, John Stuart Mill pubblicò The Subjection of Women. Pioniere del movimento per i diritti della donna in Italia furono, tra le altre, Anna Maria Mozzoni, Sibilla Aleramo con il suo libro autobiografico Una donna ed Anna Kuliscioff.

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