Salute e sostegno alla persona

Convivenza

 

 

Tieni presente che se decidi di convivere con il tuo compagno, senza sposarti, la tua situazione non è regolata dalla legge. Pur tuttavia, recenti interventi della Giurisprudenza (Cassazione) hanno preso in considerazione il rapporto in determinate situazioni, purché tu possa provare che non è un rapporto occasionale ma che ha carattere di stabilità tale da conferire grado di certezza al rapporto di fatto.

La legge, in determinati casi, attribuisce valore alla convivenza, riconoscendola quale famiglia di fatto, sia che il tuo rapporto si esplichi con un uomo che con una donna.

Per avere una garanzia di questo tipo è importante che la famiglia che hai formato con la/il tua/o compagna/o sia iscritta all’Ufficio dell’anagrafe del Comune ove risiedete.

Ricordati che se sei sposata o divorziata e convivi con un nuovo compagno puoi perdere o vederti ridotto l’assegno di mantenimento che percepisci da tuo marito. Questa disposizione è prevista, al momento, solo se il tuo partner è un uomo; tuttavia tieni presente che i motivi su cui si basano le sentenze che riconoscono questa situazione potrebbero trovare applicazione anche se convivi con un’altra donna.

Se collabori nell’azienda della/del tua/o compagna/o non hai nessun diritto economico, quindi insisti perché venga redatto un regolare contratto di lavoro a tuo favore.

Se hai dei figli con il tuo convivente fai in modo che lui li riconosca. Solo con il riconoscimento, infatti, potrai avere delle pretese per loro.

Attenzione:
• se insorgono contrasti per l’affidamento dei figli sarà il Tribunale dei Minorenni a decidere ogni questione.
• Se insorgono contrasti per il mantenimento dei figli, dovrai invece rivolgerti al Tribunale Ordinario.

Ricordati che se la convivenza finisce, malgrado sia durata a lungo, tu non hai acquisito alcun diritto al mantenimento, ma solo al mantenimento per i figli nati dalla vostra unione se lui li ha riconosciuti e se sono affidati a te; potrai, altresì, vederti rimborsate parte delle spese straordinarie che sosterrai per i figli quali, ad esempio spese mediche, spese mediche specialistiche, spese per motivi di studio; avrai, inoltre, diritto ad ottenere l’assegnazione della casa in cui siete vissuti insieme o, in ogni caso, a subentrare nel contratto di affitto se intestato al tuo compagno. Se avete fatto degli acquisti insieme i beni verranno assegnati rispettivamente a chi li ha acquistati. Ricordati di conservare le fatture di tutti i beni da te acquistati, se ti separi potranno essere utili per ottenere i relativi beni o il controvalore in denaro.

Se il tuo convivente muore non avrai diritto alla sua eredità né alla pensione di reversibilità, se però hai dei figli con questa persona, essi saranno eredi a tutti gli effetti concorrendo nel patrimonio del padre con altri eventuali figli nati da un precedente matrimonio.

Potrai partecipare all’eredità solo se il tuo compagno ha fatto un testamento a tuo favore, rispettando le quote che spettano agli eredi necessari quali l’eventuale coniuge non divorziato, i figli, i suoi genitori; questo vale anche nel caso in cui convivi o hai un rapporto stabile con un’altra donna.

Se convivi con un uomo sposato con un’altra donna o da questa legalmente separato, sappi che in caso di sua morte sarà l’altra donna l’erede e, a meno che lui non abbia disposto testamento nei tuoi confronti, non parteciperai in nessun modo alla sua eredità.
Se il tuo convivente muore a causa di infortunio sul lavoro o incidente stradale puoi chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali a tuo favore a carico di chi ha causato la sua morte, devi però dimostrare la stabile convivenza ed il fatto che il tuo compagno contribuiva in gran parte al tuo mantenimento.

Attenzione:
• se scegli la convivenza, è opportuno, fin dall’inizio e indipendentemente dalla solidità del rapporto, una regolamentazione, che deve essere scritta, soprattutto degli aspetti economici del rapporto in caso di separazione.
Comunque è consigliabile intestare ogni bene comune a doppio nome, conservare il proprio lavoro, facendo tutto il possibile per essere economicamente indipendenti.
• Se avete dei conti correnti in comune controlla bene se sono cointestati anche a te o se hai solo “la firma”, in questa seconda ipotesi, infatti, il tuo compagno, senza necessità di tua autorizzazione, può escluderti in ogni momento dal conto corrente.

Tratto da: I diritti delle donne: guida pratica / aggiornamento a cura della Commissione Provinciale Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento.

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