Salute e sostegno alla persona

Separazioni

 

 

La decisione di separarsi è sicuramente una delle più difficili per una donna, non solo per i legami affettivi che possono essere ancora forti, ma per la paura di dover pagare questa scelta con ricatti, minacce o procurando danni ad altri, in primo luogo ai figli.
 
Separazione di fatto: puoi decidere in accordo con tuo marito di vivere separati. E’ una scelta privata, possibile per legge, che non richiede atti legali e che non ha alcun valore di fronte alla legge. Perciò i rapporti patrimoniali o la nascita di un figlio possono far scaturire gravissimi problemi. Se vuoi separarti legalmente, cioè con un atto ufficiale, ci sono due possibilità, la separazione consensuale e la separazione giudiziale.

Separazione consensuale (art. 158 c.c.)

È necessario un accordo con tuo marito su tutte le condizioni relative alla separazione (affidamento dei figli, assegno di mantenimento, assegnazione della casa). Il Tribunale vi autorizzerà a vivere separati alle condizioni fra di voi concordate purché non in contrasto con la legge. Per la separazione consensuale è ora necessaria l’assistenza di un legale.

Ricordati che una separazione ben fatta ti consentirà di ottenere poi un migliore divorzio.

Separazione giudiziale (art. 151 c.c.)

Se non hai raggiunto un accordo con tuo marito o se è impossibile raggiungerlo e la convivenza è per te intollerabile, puoi chiedere la separazione giudiziale, cioè che sia il Tribunale a decidere la separazione ed i suoi provvedimenti. In questo caso il giudice, a seguito di un tuo ricorso, dopo aver tentato una conciliazione, vi autorizza a vivere separati e fissa provvisoriamente le condizioni della separazione che possono essere modificate dalla sentenza definitiva. Per la separazione giudiziale devi avere un avvocato che ti rappresenti.

Affidamento dei figli: sia nella separazione consensuale che in quella giudiziale puoi chiedere che i figli siano affidati a te. Puoi scegliere anche che siano affidati ad entrambi i genitori pur convivendo con uno solo di essi: tale ultima soluzione è praticabile solo se non c’è conflittualità con tuo marito. Se tuo marito chiede l’affidamento dei figli e tu non sei d’accordo, devi ricorrere al Tribunale e chiedere la separazione giudiziale. Puoi ottenere da tuo marito un assegno mensile per il tuo mantenimento (art. 156 C.C.) se sei casalinga, lavoratrice precaria e non hai redditi adeguati al tuo mantenimento: su tale assegno devi pagare le tasse. Tieni presente che comunque hai diritto di continuare a vivere nella stessa condizione economica di prima della separazione.

Se i figli sono affidati a te

Puoi:
- ottenere da tuo marito un assegno mensile per il contributo al loro mantenimento (art. 155 C.C.). 
- continuare ad abitare nella tua casa, anche se il contratto d’affitto è intestato a tuo marito o se la casa è di proprietà di tuo marito. 
- chiedere gli assegni familiari percepiti da tuo marito. Ricorda che comunque è importantissimo che i figli continuino a mantenere rapporti con il padre.

Attenzione: se rimani incinta dopo la separazione (art. 232 C.C.), ed il figlio nasce entro 300 giorni dall’udienza, la paternità sarà attribuita a tuo marito automaticamente.

Tratto da: I diritti delle donne: guida pratica / aggiornamento a cura della Commissione Provinciale Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento.

operatore on line

A disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione:
Tel: 0461 493219
Mail: pariopportunita@provincia.tn.it