Salute e sostegno alla persona

Divorzio

 

 

Puoi chiedere il divorzio (L. 898/70 – L. 74/87), cioè lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili, se sono passati tre anni dalla separazione consensuale o giudiziale oppure se tuo marito ha commesso reati gravi dopo il matrimonio (violenza sessuale, incesto, omicidio tentato e volontario, ecc.) o è stato condannato all’ergastolo o a più di 15 anni di reclusione.
Se chiedi il divorzio insieme a tuo marito concordandone con lui le condizioni, lo puoi ottenere in tempi rapidi; se siete in disaccordo e lo chiede un solo coniuge i tempi sono più lunghi.

Se divorzi puoi:
- sposarti nuovamente;
- avere diritto all’assegno di divorzio indicato dalla sentenza;
- ricevere una percentuale della liquidazione del marito (il 40% di quella maturata nel periodo di matrimonio) e una percentuale della pensione dopo la morte di tuo marito, solo però se percepisci l’assegno di mantenimento.

Non puoi (L. 74/87):
- ereditare da tuo marito;
- mantenere il suo cognome a meno che non lo chiedi espressamente.

Attenzione:
• se ti risposi dopo il divorzio (L. 74/87) perdi il diritto all’assegno di mantenimento, alla pensione, alla liquidazione;
• se pensi che la sentenza di divorzio sia a te sfavorevole, puoi ricorrere in appello;
• se sei in stato di bisogno e il tuo ex marito muore, puoi, se sei titolare di assegno di mantenimento, percepire un assegno periodico di carattere alimentare a carico dell’eredità; il diritto all’assegno si estingue se ti risposi;
• se tuo marito versa un assegno per te, lui può detrarlo dalla dichiarazione dei redditi. Se ricevi un assegno di mantenimento, devi pagarci le tasse ed annotarlo nelle dichiarazione dei redditi.

La potestà sui figli, cioè la possibilità di prendere decisioni per mantenerli, educarli ed istruirli è di entrambi i genitori anche in caso di divorzio. Al momento del divorzio puoi chiedere di modificare le condizioni relative ai figli (chiederne l’affidamento, proporre che sia dato al padre o ad entrambi ecc.). Se la situazione economica dell’uno o dell’altro coniuge muta dopo il divorzio, o è necessario modificare i provvedimenti relativi ai figli, si può chiedere la revisione delle condizioni previste al momento del divorzio.

Tratto da: I diritti delle donne: guida pratica / aggiornamento a cura della Commissione Provinciale Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento.

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