Salute e sostegno alla persona

Adozione

 

 

La recente Legge 28 marzo 2001 n. 149 “Diritto del minore ad una famiglia” ha modificato il previgente sistema di adozioni. La nuova disciplina mira a garantire al minore un nucleo in cui crescere e non più, come accadeva in passato, di tutelare le aspettative di coloro che desiderano avere un figlio.

L’adozione si configura quale estremo rimedio a fronte di una irreparabile situazione di abbandono in cui versa il minore. Se, al contrario, la situazione di abbandono è temporanea o reversibile la legge prevede forme di intervento quali l’affidamento familiare o misure di sostegno per la famiglia, al fine di far superare le momentanee difficoltà. Priorità della nuova legge è, pertanto, quella di garantire al minore il diritto a vivere in una famiglia, preferibilmente la propria, quella d’origine, e solo qualora ciò non sia possibile, un’altra, idonea e capace di fornirgli tutto l’amore e le cure di cui ha bisogno. Questo principio è presente anche nella normativa per le adozioni internazionali (Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993, ratificata e resa esecutiva dalla Legge 31 dicembre 1998 n. 476).

Perché un minore possa essere adottato e si possa derogare alla preminente esigenza di farlo vivere e crescere nella propria famiglia d’origine, è necessario che la situazione in cui si trova sia tale da compromettere il suo sviluppo fisico, psichico e intellettivo. Rispetto al passato ora lo stato di povertà dei genitori non è più condizione di abbandono ed in tale caso lo Stato deve prevedere misure di sostegno a favore dei genitori che non sono in grado economicamente di prendersi cura dei figli.

Requisiti per adottare un minore, sia nazionale che internazionale, sono:
- che i richiedenti siano sposati tra loro da almeno tre anni o che sposati da meno tempo abbiano un’accertata convivenza alle spalle;
- che non siano separati neppure di fatto;
- che i richiedenti abbiano un età che superi di almeno diciotto anni e di non più di quarantacinque l’età dell’adottando.

I coniugi dovranno essere valutati dal Tribunale per i Minorenni, ove viene presentata domanda di adozione, come idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare. Per effettuare tale valutazione il Tribunale per i Minorenni si avvale dei servizi socio-assistenziali degli enti locali e delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere.

Tratto da: I diritti delle donne: guida pratica / aggiornamento a cura della Commissione Provinciale Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento.

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