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Conciliazione vita-lavoro

Handicap (104/92)

 

 

La tutela assistenziale del cittadino disabile non si realizza solamente attraverso l’istituto dell’invalidità civile (si veda la scheda relativa a tale istituto riportata tra i servizi di questa area tematica), della cecità e del sordomutismo, ma anche attraverso normative diverse. Un nuovo concetto di assistenza alle persone disabili è infatti introdotto dalla legge 104/92 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle erosone handicappate” (e nel nostro contesto territoriale anche dalla legge provinciale 10 settembre 2003 n.8 “Disposizioni per l’attuazione delle politiche sociali a favore delle persone in situazione di handicap”), che si prefigge di attenuare e/o rimuovere, attraverso specifici benefici di natura assistenziale, le difficoltà che il cittadino disabile e i familiari dello stesso incontrano promuovendone, in particolare, l’integrazione nella scuola, nella famiglia, nel lavoro e nella società.

LE NORME DI RIFERIMENTO
Legge 5 febbraio 1992, n. 104 e Legge provinciale 10 settembre 2003, n.8.

CHI PUO’ CHIEDERE IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI HANDICAP
Il cittadino disabile direttamente per sé, (ad es. permessi retribuiti sul lavoro, fornitura di protesi ed ausilii, di presidi o sussidi tecnici necessari per specifici bisogni, scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, servizio di trasporto ecc.); il genitore, parente o affine entro il 3° grado del disabile, per prestare assistenza al soggetto stesso (ad es. permessi retribuiti sul lavoro di genitori o parenti o affini di soggetti che abbisognano di un intervento assistenziale permanente continuativo e globale sia nella sfera individuale che di relazione e che, in quanto tali, siano stati riconosciuti in quella situazione che la Legge n. 104/92 definisce di “gravità”).

CHI VIENE CONSIDERATO SOGGETTO PORTATORE DI HANDICAP
Il soggetto che presenti i requisiti previsti dall’art. 3 della Legge n. 104/92, che individua due distinti livelli di “gravità” dell’handicap:
- l’handicap permanente non in situazione di gravità
- l’handicap in situazione di gravità

DOVE DEVE ESSERE PRESENTATA LA DOMANDA
La domanda deve essere presentata all’Unità Operativa di Medicina Legale dell’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, che ha competenza multizonale, con le seguenti modalità:
- direttamente, nell’Ufficio amministrativo a ciò dedicato, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 12:00;
- per via postale direttamente da parte del cittadino o tramite gli Istituti di Patronato;
- tramite gli Sportelli periferici della Provincia Autonoma di Trento, nelle seguenti sedi:
® Val di Fiemme – Via Alberti, 4 CAVALESE – tel. 0462- 241311
® Primiero – Via Roma, 19 TONADICO – tel. 0439- 64641
® Bassa Valsugana – Piazz.ta Ceschi, 1 BORGO VALSUGANA – tel. 0461- 755555
® Alta Valsugana – Piazza Gavazzi, 4 PERGINE VALSUGANA – tel. 0461- 519519
® Valle di Non – Via Pilati, 17 CLES – tel. 0463- 601611
® Valle di Sole – Via IV Novembre, 4 MALE’ – tel. 0463- 901029
® Giudicarie – Via Circonvallazione, 63 TIONE – tel. 0465- 343310
® Alto Garda e Ledro – Via Rosmini, 5/B RIVA DEL GARDA – tel. 0464- 571711
® Vallagarina – Viale Trento, 37/B ROVERETO – tel. 0464- 493118
® Valle di Fassa – Via Milano POZZA DI FASSA - tel. 0462- 763505

COME DEVE ESSERE COMPILATA LA DOMANDA
La domanda deve essere compilata su un apposito modulo (sono previste due modulistiche distinte a seconda che il beneficio sia richiesto direttamente per sé o per altri) reperibile presso l’Unità Operativa di Medicina Legale, presso gli Istituti di Patronato, le Associazione a tutela dei disabili e gli Sportelli periferici della Provincia Autonoma di Trento, modulo in cui la persona interessata dovrà riportare: i propri dati anagrafici e, nel caso in cui i benefici assistenziali siano richiesti per terzi, anche i dati anagrafici di quest’ultimi, lo stato di famiglia, il codice fiscale, e il recapito telefonico; le motivazioni per cui il beneficio assistenziale viene richiesto per sé o per altri; fornire tutte le rimanenti informazioni richieste e allegare:
- la fotocopia dell’eventuale verbale di invalidità civile, della cecità civile, del sordomutismo o dell’invalidità da causa di lavoro, di servizio o di guerra;
- un certificato medico in originale redatto in data non antecedente a sei mesi, comprovante le patologie invalidanti da cui la persona da sottoporre a visita è affetta e che formuli un sintetico giudizio sulle finalità (obiettivi) dei benefici assistenziali richiesti.
Per la fornitura “straordinaria” di ausili, presidi e sussidi tecnici tale certificazione deve essere rilasciata dal medico specialista e rilevare, nel dettaglio, quali sono le necessità della fornitura e quali sono i relativi scopi riabilitativi (progetto riabilitativo). Tale certificato medico, inoltre, dovrà evidenziare, nel caso di pericolo per la vita della persona, la necessità di anticipare la visita medica e, nel solo caso di intrasportabilità della persona anche a mezzo ambulanza, la necessità di effettuare la visita medica al domicilio della stessa.

I PRINCIPALI BENEFICI ASSITENZIALI PREVISTI DALLA LEGGE N. 104/92
la Legge n. 104/92 prevede l’accesso del cittadino disabile a molteplici benefici di assistenziali subordinatamente al grado di gravità dell’handicap accertato e alla loro concreta utilità per l’attenuazione dello svantaggio della persona. Nel caso di riconoscimento dello stato di handicap in situazione di non gravità i principali benefici sono:
- il diritto della persona assunta presso gli Enti pubblici alla scelta prioritaria della sede di lavoro e alla precedenza in sede di trasferimento qualora la stessa presenti un grado di invalidità superiore ai 2/3;
- il diritto alla fornitura e alla riparazione di apparecchiature, attrezzature, protesi e sussidi tecnici necessari ad abbattere o ridurre specifici bisogni;
- il diritto di accedere alle agevolazioni fiscali previste dalle vigenti normative;
- il diritto a tempi aggiuntivi nelle prove concorsuali.
Nel caso di riconoscimento dello stato di handicap in situazione di gravità i principali benefici eventualmente fruibili sono rivolti:
- al soggetto lavoratore che potrà chiedere, direttamente per sé: 1. di fruire di permessi lavorativi retribuito e di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito senza il suo consenso in altra sede; 2. di accedere al Servizio di Trasporto (Deliberazione della Giunta provinciale di Trento n. 2503 del 3 ottobre 2003), qualora sia contestualmente accertata la grave limitazione della sua autonomia deambulatoria.
- ai genitori, parenti o affini entro il terzo grado del disabile con un rapporto di lavoro pubblico o privato per prestare assistenza al soggetto stesso
- nel caso di figli minori di tre anni, è previsto, per i genitori, il prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro o la possibilità di fruire di due ore di permesso giornaliero lavorativo retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino;
- nel caso di figli o familiari di età superiore ai tre anni è prevista, per i genitori o per i parenti od affini che li assistano con continuità ed esclusività, la possibilità di fruire di tre giorni di permesso mensile anche in maniera continuativa purchè la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno nonchè la possibilità di scegliere, da parte del lavoratore che assista con continuità un soggetto handicappato, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e il diritto di non essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

L’ACCERTAMENTO SANITARIO DELLO STATO DI HANDICAP
Il soggetto da sottoporre a visita medica viene convocato con lettera raccomandata AR. L’accertamento sanitario è effettuato nell’Unità Operativa di Medicina Legale da una specifica Commissione sanitaria composta da un medico specialista in Medicina legale e delle Assicurazioni, da un medico specialista nella patologia da esaminare e da un Operatore sociale dipendente dalla Provincia autonoma di Trento. Tale Commissione Sanitaria, oltre a verificare o meno la sussistenza dell’handicap e la sua eventuale connotazione di gravità, dovrà accertare se i benefici di Legge richiesti dal cittadino siano o meno rispondenti alle finalità contemplate dall’articolo 1 della Legge n. 104/92 e alle reali necessità di attenuare la condizione di svantaggio e/o di emarginazione.

COSA ACCADE DOPO L’ACCERTAMENTO SANITARIO DELLO STATO DI HANDICAP
Dopo la visita medica il verbale di accertamento viene trasmesso, con apposita lettera di accompagnamento, alla persona che ha richiesto l’accertamento sanitario e, se l’interessato ha sottoscritto un regolare mandato di assistenza, agli Enti di Patrocinio e/o alle Associazioni di categoria rappresentative dei disabili.

COSA DEVE FARE IL CITTADINO DOPO AVER RICEVUTO A CASA IL VERBALE DI ACCERTAMENTO DELL’HANDICAP
Gli adempimenti cambiano in base alla tipologia del beneficio assistenziale erogato:
- Nessun adempimento nel caso in cui il cittadino non sia stato riconosciuto portatore di handicap.
- Se al cittadino sono stati riconosciuti i benefici che incidono sul rapporto di lavoro (artt. 21 e 33 commi 1-2-3-5 e 6 della Legge n. 104/92) lo stesso dovrà presentare il verbale di accertamento dell'handicap al proprio datore di lavoro, pubblico o privato.
- Se al cittadino sono stati riconosciuti i benefici relativi all’espletamento delle prove concorsuali (articolo 20) lo stesso dovrà presentare il verbale di accertamento dell’handicap all’Amministrazione competente (Servizio per il Personale).
- Se al cittadino è stata riconosciuta la fornitura “straordinaria” di protesi, di ausili o di sussidi tecnici, il verbale di accertamento dell’handicap dovrà essere presentato all’Ufficio assistenza invalidi del Distretto Sanitario di Trento.
- Se al cittadino è stato riconosciuto il diritto al Servizio di trasporto, il verbale di accertamento sanitario dovrà essere presentato al Servizio per le Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, in via Gilli n. 4.

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