Glossario

 

 

In questo archivio viene presentata una raccolta ragionata dei termini più comuni in materia di pari opportunità, riportandone, oltre alla definizione, anche indicazioni bibliografiche e materiale di approfondimento per chi volesse saperne di più.
 
Le principali fonti utilizzate sono:
 
• Commissione Europea, “100 parole per la parità. Glossario dei termini sulla parità tra le donne e gli uomini” a cura della Direzione Generale “Occupazionale, Relazioni Industriali e Affari Sociali”;
• Ministero Pari Opportunità “Glossario dei termini relativi alle politiche comunitarie dei fondi strutturali (FSE, FESR)”, a cura di ISFOL – Unità Pari Opportunità per conto del Dipartimento per le Pari Opportunità, 2002, reperibile sul sito web del Ministero;
• ISFOL, “Glossario per la spiegazione rapida ai termini e alle sigle più frequentemente utilizzati nell’ambito dell’attività di valutazione, in particolare riferita al Fondo Sociale europeo”, reperibile sul sito web dell’ISFOL;
• “Glossario del Fondo Sociale Europeo”, reperibile in lingua italiana sul sito web del Ministero dell’Istruzione.
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Analisi di contesto

Analisi approfondita dell’ambito socio-economico nel quale si intende realizzare l’intervento.
L’analisi di contesto, realizzata con la valutazione ex ante, permette di verificare la priorità che va assegnata ai vari bisogni socioeconomici dell’area interessata dall’intervento. Infatti, ciascuna regione, settore o Stato membro possiede i propri punti di forza e debolezza e, in un’economia aperta, è esposto a opportunità e minacce derivanti dal suo stesso ambiente. Un’analisi concisa ma esauriente delle condizioni socioeconomiche dovrebbe includere, tra l’altro, una serie di dati su opportuni indicatori socioeconomici e contestuali, relativi a periodi precedenti, al fine di agevolare l’opera di quantificazione dei bisogni. Per alcune delle più flagranti debolezze, è necessario spingere più avanti l’analisi per capire le cause degli squilibri e stabilire se questi siano strutturali o congiunturali. Dal punto di vista delle pari opportunità tra uomo e donna, l’analisi della situazione della regione interessata dovrebbe vertere sui principali punti di forza e debolezza, per capire potenzialità ed ostacoli cui è soggetta la regione

Fonte: Ministero pari opportunità

 

 

 

Analisi di genere dei bilanci pubblici (Gender Budget Analysis)

Analisi delle spese e delle entrate di un bilancio pubblico, con riferimento alle diversità di effetti che hanno per le donne e per gli uomini. L’analisi di genere dei bilanci pubblici non produce bilanci separati per sesso né persegue l’aumento delle spese per programmi destinati alle donne. La sua specificità è negli strumenti: la valutazione ex ante del bilancio e il monitoraggio ex post dei suoi esiti.
La scelta di analizzare i bilanci è giustificata dal fatto che il bilancio di uno stato riflette l’equilibrio dei poteri in una società; è quindi una dichiarazione politica, non semplicemente un documento economico. L’impatto delle scelte di bilancio è solitamente ritenuto neutro: l’obiettivo dichiarato è servire l’interesse pubblico ed i bisogni degli individui. Il bilancio sembrerebbe quindi lo strumento di politica economica neutrale per eccellenza. Per come viene presentato solitamente non c’è alcuna menzione di uomini o donne. Questa apparente neutralità di genere è meglio descritta come ”cecità”. Il modo in cui i bilanci pubblici sono presentati ignora completamente la diversità tra uomini e donne rispetto a ruoli sociali, capacità e responsabilità. Analizzare i bilanci in un’ottica di genere aiuta a demistificare la loro apparente neutralità

Fonte: Relazione sul gender budgeting - la costruzione dei bilanci pubblici secondo la prospettiva di genere della Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità approvata dal Parlamento Europeo il 16 giugno 2003

Ulteriori informazioni: Risoluzione del Parlamento europeo sul "gender budgeting" - La definizione dei bilanci pubblici secondo la prospettiva di genere (2003)

 

 

 

Azione positiva

Qualsiasi misura rivolta ad un gruppo particolare e finalizzata ad eliminare o prevenire la discriminazione o compensare gli svantaggi derivanti da atteggiamenti, comportamenti e strutture esistenti. Vedi anche ”Discriminazione positiva

Fonte: Commissione Europea

 

 

 

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